Entra nella beta
← Blog Cantiere

Getti di calcestruzzo con il caldo e con il freddo: gli errori che costano cari

Sopra i 30 gradi o vicino allo zero il calcestruzzo cambia comportamento. Cosa fare prima, durante e dopo il getto per evitare fessure e resistenze basse.

Redazione ZONA · 7 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Il calcestruzzo è lo stesso tutto l'anno, il cantiere no. Con il caldo l'impasto perde acqua e lavorabilità troppo in fretta; con il freddo la presa rallenta e, se l'acqua gela, il getto può danneggiarsi in modo irreparabile. Quasi sempre il problema non è la ricetta, ma quello che succede in cantiere nelle prime ore e nei primi giorni.

Quando si parla di «caldo» e di «freddo»

Le linee guida tecniche indicano di prendere precauzioni particolari quando la temperatura dell'aria scende sotto i 5 °C o quando la temperatura del calcestruzzo al getto rischia di superare i 30–32 °C. Come riferimento, la temperatura del calcestruzzo fresco dovrebbe restare tra circa 10 °C e 30 °C. Le prescrizioni precise sono quelle del progetto e del capitolato, che possono rimandare alla norma UNI EN 13670.

Con il caldo: gli errori più comuni

  1. Aggiungere acqua in autobetoniera per recuperare lavorabilità. È l'errore più diffuso e il più dannoso: abbassa la resistenza e aumenta il ritiro. Se serve lavorabilità, va gestita con additivi previsti dal fornitore.
  2. Gettare nelle ore più calde. Meglio programmare il getto al mattino presto o, per grandi volumi, nelle ore più fresche.
  3. Casseri e ferri roventi. Bagnarli prima del getto, senza lasciare ristagni d'acqua, riduce lo shock termico.
  4. Tempi morti tra autobetoniere. Con il caldo l'impasto si irrigidisce in fretta: coordinare bene le consegne evita riprese di getto non previste.
  5. Superfici lasciate al sole e al vento. L'evaporazione rapida provoca fessure da ritiro plastico nelle prime ore, soprattutto su solette e pavimenti.

Con il freddo: gli errori più comuni

  1. Gettare su fondi o casseri gelati. Neve, ghiaccio e brina vanno rimossi prima del getto.
  2. Non proteggere il getto nella prima notte. Teli, coperte isolanti o casseri coibentati aiutano a trattenere il calore prodotto dal cemento.
  3. Scasserare con i tempi dell'estate. Con il freddo la resistenza cresce più lentamente: i tempi di disarmo vanno allungati e decisi dal direttore dei lavori.
  4. Ignorare le previsioni. Una gelata nei giorni successivi al getto può fare più danni di un getto in una giornata fredda ma protetta.

La stagionatura: la parte che si dimentica

Dopo il getto il calcestruzzo deve restare umido abbastanza a lungo da sviluppare la resistenza prevista e limitare il ritiro. Con il clima caldo e secco le linee guida indicano una maturazione umida di almeno 3–7 giorni, con teli bagnati, nebulizzazione o prodotti stagionanti. La norma UNI EN 13670 definisce le classi di stagionatura in base all'esposizione, al tipo di calcestruzzo e alle condizioni climatiche.

Cosa annotare

Per ogni getto conviene annotare nel giornale dei lavori data e ora, temperatura dell'aria, protezioni adottate, prelievi per i provini e tempi di disarmo. Se dopo qualche settimana compare una fessura o un provino dà valori bassi, quelle note sono la prima cosa che servirà per capire cosa è successo.

In sintesi

Contatti

Smetti di inseguire i conti del cantiere.

Raccontaci come lavori: ti richiamiamo e ti spieghiamo come partire con ZONA.

Entra nella betaPrezzi