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Patente a crediti nei cantieri: cosa controllare prima di far entrare un'impresa

Chi deve averla, quando si perde l'abilitazione a lavorare e cosa è cambiato con le sanzioni del 2026. Una guida pratica per committenti, imprese e direttori dei lavori.

Redazione ZONA · 7 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Aggiornato al 7 ottobre 2026. Le regole sulla sicurezza cambiano spesso: per i casi concreti fai riferimento al coordinatore per la sicurezza o al tuo consulente.

Dal 1° ottobre 2024 imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili devono avere la patente a crediti, prevista dall'articolo 27 del D.Lgs. 81/2008. Nel 2026 le regole si sono fatte più severe. Ecco cosa serve sapere, in pratica.

Chi deve averla

La patente riguarda le imprese e i lavoratori autonomi che lavorano fisicamente in cantiere, in appalto o in subappalto, sia nei lavori pubblici sia in quelli privati. Non la devono avere i fornitori che si limitano a consegnare materiali e i professionisti che svolgono prestazioni intellettuali, come progettisti e direttori dei lavori.

Sono escluse anche le imprese con attestazione SOA di classifica pari o superiore alla III, in qualsiasi categoria.

Come funzionano i crediti

La patente parte con 30 crediti, che possono crescere per anzianità, formazione e buone pratiche, e scendono quando vengono accertate violazioni. Per lavorare in cantiere servono almeno 15 crediti.

Dal 2026 le decurtazioni scattano già con la notifica del verbale unico di accertamento, senza aspettare l'ordinanza. Per il lavoro irregolare si perdono 5 crediti per ogni lavoratore non in regola.

Sanzioni: cosa è cambiato

Chi lavora senza patente, o con meno di 15 crediti, rischia una sanzione pari al 10% del valore dei lavori, che con il D.L. 159/2025 non può essere inferiore a 12.000 euro (prima il minimo era 6.000). A questo si aggiunge l'esclusione dai lavori pubblici per sei mesi.

I controlli da fare prima di far entrare un'impresa

La verifica dell'idoneità tecnico-professionale spetta al committente o al responsabile dei lavori, e l'impresa affidataria deve verificare i propri subappaltatori. Nella pratica conviene fissare una routine semplice:

  1. Chiedi il numero della patente o la ricevuta della domanda, e verificane lo stato sul portale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.
  2. Controlla il punteggio, non solo l'esistenza della patente: sotto i 15 crediti l'impresa non può lavorare.
  3. Ripeti il controllo per ogni subappalto, anche per le lavorazioni di pochi giorni.
  4. Conserva la prova della verifica insieme agli altri documenti del cantiere: data, esito, chi l'ha fatta.
  5. Ricontrolla nei lavori lunghi: il punteggio può scendere mentre il cantiere è aperto.

Il badge di cantiere

Lo stesso decreto del 2025 ha introdotto il badge di cantiere: una tessera di riconoscimento con un codice univoco anticontraffazione, disponibile anche in formato digitale, che integra la tessera già prevista per chi lavora in appalto. Le modalità operative dipendono da un decreto attuativo: conviene seguire gli aggiornamenti dell'Ispettorato.

In sintesi

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